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physics today: lise meitner`s maschine |
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| Il punto di partenza del mio lavoro è dato dalla vita e dall´opera della fisica Lise Meitner, una delle prime donne che, in Germania, perseguì una carriera universitaria. In particolare la mia ricerca punta sulla ricostruzione estetica di alcune relazioni fra elementi biografici, produzione scentifica, e contesto sociopolitico nel quale si trovò a vivere. L´analisi semantica della copertina di una rivista scientifica (Physics Today), riflette la posizione di ombra in cui Meitner si trovava, se confrontata con quella del suo trentennale collega Otto Hahn. Sebbene tema principale della rivista siano due articoli riguardanti la posizione della donna nell´ambito della fisica, (nel primo Lise Meitner stessa parla della sua posizione di scienziata all´inizio del XX secolo; tema del secondo e´ il ruolo della donna nell`ambito della carriera universitaria in fisica negli anni ´60), la prevalenza maschile del campo è chiaramente percepibile fino, o forse proprio, nella pubblicità. Questa osservazione mi ha portato a curare l´edizione di una rivista Physics Today „fake” in cui, nella copertina, cambio i parametri in gioco. All´interno della rivista ho inserito testi per lo più contrastanti fra di loro, riguardanti elementi biografici ed opere della scienziata. Includendo questi aspetti scientifici nel lavoro artistico, intendo la teoria non come un accompagnamento dell´opera artistica, ma come una sua stessa parte costitutiva. Sull´elemento scultoreo, una specie di archivio aperto, e´ disposto materiale documentario secondo una configurazione non lineare. Gli scaffali, infatti, sono mobili: la documentazione non segue quindi, come nel caso della rivista, una successione predefinita, ma ciascun lettore/lettrice può tracciare un suo proprio percorso. Il video fa riferimento ad una macchina (accelleratore di neutroni), che, pur essendo stato ideato da Meitner, non le venne attribuito. Uno schema della macchina trovato in una pubblicazione, viene tradotto in un´immagine 3D. Due immagini derivanti da riviste di fisica dell´anno 1935, che riflettono ideali scientifici di allora — la descrizione delle traiettorie di un elettrone e la rappresentazione della „Zertümmerung” (demolizione) di un nucleo — riscrivono l´immagine astratta nel suo contesto originale; si vuole in questo modo evitare la sensazione di uno stato al di fuori dello spazio e del tempo, che l`estetica 3D spesso propone. |
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